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Cantine di Orgosolo

Un gruppo di piccoli produttori, ciascuno con una propria storia ed esperienza produttiva alle spalle, costituiscono nel 2007 la società Cantine di Orgosolo e da allora selezionano le migliori uve Cannonau provenienti dai propri vigneti, per produrre in maniera artigianale dei vini rossi autentici, complessi, fortemente legati alla tradizione del luogo.
L’impresa nasce ad Orgosolo, importante centro della Barbagia famoso per i suoi murales ed il Supramonte, caratterizzato da una realtà viticola formata da piccoli appezzamenti.

Zona di produzione

La zona di produzione è rappresentata dalle vallate di Locoe e Sorasi, nel comune di Orgosolo, ove il Cannonau si è acclimatato perfettamente e viene coltivato da sempre. L’età media dei vigneti si aggira sui 35 anni di età, mentre l’altitudine media s.l.m. è di circa 450; la conduzione agronomica prevalente è quella dell'alberello con basse produzioni per ettaro.
Sembrerebbe ormai acclarato che il cannonau sia un vitigno autoctono, ciò è stato comprovato da recenti studi svolti da autorevoli ricercatori. La presenza della vite e del vino è certificata in Sardegna dal 1500 a.c. Tra le varietà coltivate il cannonau è sicuramente il re incontrastato.

La Cantina

È posta all’ingresso del centro abitato, per chi viene da Nuoro. Realizzata con tecniche e materiali ed attrezzature di nuova concezione, risulta essere molto funzionale ed adatta alle operazioni di trasformazione ed alla ricezione degli ospiti che intendono degustare i vini della cantina.
Le uve raccolte a mano in epoche diverse arrivano in cantina all’interno di piccole cassette a seguito di cernita per una ulteriore selezione dei grappoli, che segue quella già effettuata in vigna, vengono convogliate all’interno della macchina pigiadiraspatrice ove avviene, in modo soffice, il distacco degli acini dai raspi e la loro spremitura.
L’uva pigiata viene trasferita all’interno dei vinificatori da 50 hl, ove a seguito dell’aggiunta di dosi ridotissime di metabisolfito (5 grammi/q.le), prende avvio la fermentazione ad opera di lieviti autoctoni.
In fase di fermentazione viene effettuato un attento controllo della temperatura. Stessa attenzione viene posta nella effettuazione dei rimontaggi e delle follature, facendo in modo che la massa di vinacce e mosto sia esposta alla giusta ossigenazione. Il tutto segue un percorso naturale, la durata della fermentazione varia da 2 a 3 settimane, dopodichè si procede con la svinatura e successiva pigiatura “dolce” delle vinacce.
Dopo una prima sfecciatura, i mosti, a seconda del loro pregio vengono convogliati all’interno di contenitori in acciaio inox, in cemento oppure in legno.
I vini vengono posti in commercio dopo adeguato riposo in bottiglia che può durare dai 3 ai 12 mesi.

Il Territorio

Orgosolo è un comune di circa 4.300 abitanti della provincia di Nuoro, nella regione della Barbagia di Ollolai, in Sardegna, un vero e proprio paese museo, famoso per le antiche usanze e per lo straordinario ambiente naturale che lo circonda.
Conosciuto come il paese dei murales, è uno dei comuni più estesi della Sardegna interna.
Il suo territorio è caratterizzato dall’aspro e selvaggio altopiano del “Supramonte”, 50 chilometri quadrati di natura incontaminata con la foresta primigenia di lecci fra le più grandi d’Europa: Sas Baddes.
A valle del paese si estendono invece le alte colline di Sorasi e l’assolato pianoro di Locoe, terreni da sempre vocati all’ agricoltura, in prevalenza vite e olivo. Da questi due areali, terre di natura granitica, provengono le uve per la produzione dei vini.
Orgosolo è anche il paese dei murales. Il primo murale nasce quasi per caso e rappresenta una “squilibrata bilancia della giustizia”. Realizzato per mano di un gruppo di anarchici milanesi “Gruppo Dioniso” che erano riparati in Sardegna negli anni della contestazione studentesca (1968).
È tuttavia nei primi anni ’70 che nasce in modo “organico” il fenomeno del muralismo per iniziativa di un giovane insegnante senese, Francesco Del Casino, trapiantato a Orgosolo, dove aveva accettato la cattedra di docente di educazione artistica nella locale scuola media. Il lavoro di Del casino, assecondato dai suoi alunni e imitato da altri artisti, trasforma le grigia mura delle case di Orgosolo in colorate raffigurazioni: i temi sono diversissimi dagli argomenti di denuncia sociale, alle questioni politiche, culturali , ambientali, ecc, una specie di “giornale murale” a cui gli orgolesi restano attaccattissimi e che viene visitato da migliaia di turisti ogni anno.
Altra peculiarità di questo centro è la produzione della seta, probabilmente una delle espressioni più alte dell’artigianato Orgolese.
L’attività dell’ allevamento del baco e della tessitura, finalizzata principalmente a realizzare “Su Lionzu” il copricapo del caratteristico costume femminile orgolese, un tempo comune a molte donne, è oggi appannaggio solo di qualche famiglia.
La stessa seta, figlia di una tradizione pluricentenaria al pari della coltivazione del Cannonau, viene utilizzata per legare ed impreziosire l’etichetta di alcuni vini della cantina.



Caratteristiche Cantine di Orgosolo

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